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Il mio messaggio alla città


Chi sono

Sono nato nel 1970, in tempo per vedere una Paternò vitale e ricca di rapporti umani, nella quale i bambini giocavamo a pallone per strada e i grandi sedevano ancora nei cortili o nei balconi a conversare nelle lunghe sere estive. Alle scuole elementari si facevano i doppi turni, che per un bambino di 6 anni significava non poter vedere Furia e Sandokan, che iniz    iavano alle 17,00. Ho avuto una maestra e dei professori che mi hanno insegnato un mucchio di cose, e soprattutto l’amore per la scuola e il proprio lavoro. Da ragazzo ho iniziato ad impegnarmi in attività che mi sembravano interessanti, quando ho cominciato a vedere che nella mia città, oltre le tante cose belle, c’erano anche molte cose che non andavano, una si chiamava mafia, l’altra cattiva amministrazione, l’altra indifferenza. In 41 anni ho fatto in tempo a fare il chierichetto, il catechista, l’attivista del tribunale per i diritti del malato, il consigliere comunale, l’assessore, a sposarmi, avere un bimbo, diventare un insegnante, leggere un po’ di libri. Insegnare è il mio lavoro da tanti anni, e mi piace farlo. Negli ultimi 5 anni in consiglio comunale ho cercato, con i colleghi dell’opposizione, di spingere l’amministrazione a fare scelte ragionevoli, ad ascoltare le esigenze dei cittadini. Ma sono stati anni di lotta e anche rabbia, ma di scarsi risultati, scontrandoci con l’inefficienza e l’arroganza di un’amministrazione sorda ad ogni voce esterna. Adesso è venuto il momento di cambiare, di costruire un presente diverso per Paternò, e ci proveremo. Semplicemente.

Aprire, Curare, Unire...


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